CLASSE
Aves
FAMIGLIA
Psittacidi
NOME SCIENTIFICO:
Ara chloropterus
DOVE SI TROVA NEL PARCO
Area pedonale
Ara Rosso Verde-Ara chloropterus
Viene spesso scambiata per l’ara scarlatta a causa della sua colorazione prevalentemente rossa. L’ara scarlatta non presenta le linee oculari ed ha una barra gialla su entrambe le ali. Il petto dell’ara rossa e verde è rosso brillante e le penne inferiori delle ali sono verdi. Inoltre, l’ara rossa e verde presenta delle caratteristiche linee rosse intorno agli occhi, formate dalle barbule di piccole piume sullo sfondo della pelle nuda.
DISTRIBUZIONE:
È un pappagallo piuttosto diffuso e il suo areale è davvero vasto, comprendendo paesi come Panama, Colombia, Venezuela, il bacino del Rio delle Amazzoni in Brasile, spingendosi fino in Paraguay.
HABITAT:
L’habitat preferito è quello delle boscaglie fitte e delle foreste; tuttavia si adatta anche alle savane purché ricche di grandi alberi dove trovare riparo.
RIPRODUZIONE:
La riproduzione avviene nell’estate australe, da novembre a gennaio. Il nido viene creato nelle cavità delle palme, ma questa ara ha spesso l’abitudine di nidificare nelle pareti rocciose. La femmina depone due o tre uova che vengono covate per oltre un mese. I pulli hanno una crescita particolarmente lenta, specialmente se paragonati agli ararauna, e non lasciano il nido prima di 90/100 giorni. Ricevono cure ed istruzione da parte dei genitori per lungo tempo e raggiungono la maturità sessuale verso i sei anni.
DIMENSIONI:
Le sue dimensioni sono generose, sempre intorno ai 90 cm di lunghezza.
ALIMENTAZIONE:
La dieta è basata su sementi, frutta, germogli, bacche. Adora i frutti della palma spinosa acrocomia, la polpa dei frutti dell’Attalea phalerata e i semi del piccolo albero tropicale noto come copaifera.
STATO DI CONSERVAZIONE:
La Lista Rossa dell'IUCN (International Union for Conservation of Nature) fornisce informazioni sullo stato di conservazione a livello globale di animali e piante. Il diverso grado di rischio di estinzione è rappresentato dalle categorie entro le quali vengono inserite le specie.
Fonte: www.iucnredlist.org

