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Pitone Reticolato

CLASSE

Reptilia

FAMIGLIA

Pythonidae

NOME SCIENTIFICO:

Malayopython reticulatus

DOVE SI TROVA NEL PARCO

Rettilario

Pitone reticolato

Il pitone reticolato è piuttosto sottile, con il capo grosso, spianato e staccato molto chiaramente dal collo. Visto da sopra il capo appare allungato con muso arrotondato e narici disposte lateralmente. Questo pitone è il serpente più lungo del mondo, misurando da 4,5 a 9 metri, e anche uno dei più pesanti, arrivando fino a 140 kg. Ha il corpo giallo o dorato a disegni neri ed è fornito di fosse labiali termosensibili. È un abile nuotatore e arrampicatore ma passa più tempo a terra che in acqua (al contrario della sua controparte sudamericana, l’anaconda), allontanandosi di rado dalla sua tana.

DISTRIBUZIONE:

Asia sud-orientale.

HABITAT:

Vive in zone umide come le foreste pluviali e lo si può trovare in laghetti poco profondi o pozzanghere nelle foreste. Spesso si avvicina ai centri abitati attraverso i canali e le vie d'acqua, dove facilmente trova le prede più comuni di questi ambienti, i ratti.

RIPRODUZIONE:

Per quanto riguarda la riproduzione, i Pitoni reticolati sono ovipari e le femmine depongono le uova una volta all'anno, generalmente durante la stagione secca. Il numero di uova deposte può variare da 20 a 80 a seconda delle dimensioni della femmina.

DIMENSIONI:

In media va dai 6 agli 8 metri di lunghezza, con non rari esempi di esemplari da record.

ALIMENTAZIONE:

La sua dieta è caratterizzata soprattutto da mammiferi e da animali a sangue caldo, sia di grandi sia di piccole dimensioni: dal topo all'antilope, passando per uccelli, sauri, serpenti, rane, grossi pesci e a volte anche coccodrilli; è addirittura in grado di mangiare per intero un essere umano.

STATO DI CONSERVAZIONE:

La Lista Rossa dell'IUCN (International Union for Conservation of Nature) fornisce informazioni sullo stato di conservazione a livello globale di animali e piante. Il diverso grado di rischio di estinzione è rappresentato dalle categorie entro le quali vengono inserite le specie. Fonte: www.iucnredlist.org

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